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Posts Tagged ‘Adaptive Case Management’

I benefici dell’ACM – La Tecnologia

In benefici on novembre 17, 2011 at 11:57 am

In un’ampia serie di soluzioni avanzate per processi di business ad alto valore aggiunto e mercati guidati dall’innovazione presentiamo l’Adaptive Case Management Framework di ISIS Papyrus. L’esigenza di disporre di capacità adattive per la moderna user-interactive enterprise è stata più volte confermata dalle ricerche condotte nelle aziende, su come queste si organizzano e sui limiti e le carenze riscontrate negli approcci e strumenti convenzionali per gestire l’ecosistema di business. In sintesi: il Business Process Management (BPM) è focalizzato su processi ripetitivi e rigidi workflows. Le inevitabili astrazioni, tuttavia, impediscono di gestire le attività più complesse. Il puro Case Management, d’altro canto, offre una flessibilità molto più ampia ma non riesce a fornire indicazioni agli utenti aziendali e rende difficile far rispettare la conformità alle politiche e ai regolamenti. L’intrinseca semplificazione delle soluzioni di case management porterà inoltre ad imprecisioni nel modello sottostante.

Al contrario, Adaptive Case Management offre sia flessibilità che orientamento. Il focus sono le informazioni relative al caso, e non il ​​processo. Un caso raccoglie tutte le informazioni necessarie per gestirlo. Sono coinvolti gli esecutori (utenti/ruoli che partecipano al caso), i dati/contenuti, le regole e, ovviamente, i processi e le attività. L’Adaptive Case Management è stato progettato per potenziare i knowledge workers attribuendo ad essi il potere di prendere delle decisioni in autonomia, entro i limiti della strategia aziendale complessiva. Il management definisce gli obiettivi di business e di processo raggiungibili e li comunica in modo trasparente, mentre gli utenti business inseriscono le attività necessarie per raggiungere questi obiettivi. Questo approccio “design-by-doing” permette agli utenti di creare, modificare e analizzare i processi all’occorrenza.

I processi adattivi, anche se non hanno una progressione prevedibile e ripetibile, si possono ricondurre a stati più o meno ordinati in base alle azioni compiute dall’utente. Le decisioni adottate dagli utenti business sono inoltre condivisibili perché memorizzate in modelli che sono resi disponibili ad altri attori nell’azienda in termini di azioni ‘suggerite’.
Adaptive Case Management ben si adatta ai documenti con contenuti arbitrari, alle decisioni collaborative e ad un livello elevato di interazione con i clienti. Può essere utilizzato in contesti service-oriented e incentrati sul cliente, in società che operano in scenari complessi e per attività guidate dagli eventi che vanno dalla gestione dei reclami alla gestione dei contratti per i nuovi clienti, al purchase-to-pay, alle indagini antifrode, e molte altre applicazioni che interessano un ampia gamma di possibilità.

Sequel del libro “Mastering the Unpredictable” dedicato all’ACM

In generale on novembre 2, 2011 at 7:49 am

Quando circa un anno fa uscì “Mastering the Unpredictable” si trattò del primo esauriente lavoro frutto di dibattiti con i fondatori dell’Adaptive Case Management. A tutt’oggi il libro è ancora senza “rivali” e rappresenta la fonte più autorevole sull’argomento.

Ora è arrivato il sequel che mostra applicazioni reali di approcci adattivi alla gestione dei processi business, denominata “Taming the Unpredictable”. Il Fondatore e Chief Architect di ISIS Papyrus Max J. Pucher appare nuovamente come co-autore, contribuendo con il perspicace “Considerations for Implementing Adaptive Case Management”. In questo articolo, altamente informativo, Mr. Pucher parla dei risultati scientifici che mostrano l’obsolescenza della rappresentazione in diagrammi di flusso dei modelli di processi business. Nello stesso tempo rivela come il business può usare la tecnologia per guidare l’innovazione e creare risultati efficaci per il cliente.

Max Pucher enfatizza ancora una volta il suo fermo impegno nel collocare gli aspetti umani al di sopra della mera ottimizzazione dei costi nella gestione dei processi e promuove fortemente la responsabilizzazione e la motivazione intrinseca per il miglioramento del rapporto costo/qualità. Questi principi si riflettono anche nel suo successo in qualità di Chief Architect e “mente” dell’innovativa Piattaforma Papyrus. Ha disegnato il nucleo della tecnologia con un’architettura distribuita object-oriented basata su repository, transaction engine e database embedded object-relational. Detiene inoltre diversi brevetti software in ambito Intelligenza Artificiale per il così detto User-Trained-Agent, un componente di apprendimento macchina per il rilevamento automatico del processo di conoscenza.

Il nuovo libro sull’Adaptive Case Management

In mercati on aprile 21, 2010 at 6:03 am

Sotto il titolo “Mastering the impredictable” il libro di recente pubblicazione tratta gli aspetti di come l’IT può supportare il lavoro di conoscenza o i processi destrutturati, nelle impostazioni tipiche dei moderni luoghi di lavoro. In quest’ottica, il libro descrive come il case management deve essere visto, staccato cioè delle nozioni convenzionali del business process management.

Max J. Pucher, Chief Architect di ISIS Papyrus, ha contribuito a questa importante pubblicazione con un capitolo chiamato “The Elements of Adaptive Case Management”. Al centro delle sue considerazioni risiede il fatto che molte delle attuali implementazioni di processi e soluzioni di case management sono in conflitto con i concetti moderni di management. Applicato a tutti i lavoratori, diventa particolarmente rilevante per quelli con conoscenze altamente qualificate. La motivazione è ottenuta responsabilizzando le persone ad essere membri attivi del team piuttosto che attraverso implementazioni orientate al processo di comando e di controllo. Adaptive case management é al centro di gravità per processi, contenuti e gestione delle relazioni con in clienti e gioca perciò un ruolo chiave nell’esecuzione effettiva per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Mentre ACM ha la funzione di portare i benefici dell’adattabilità alle conoscenze dei lavoratori attuali, Mr. Pucher propone di espandere questo concetto nel “Adaptive Process” che, combinato con un paradigma di gestione del potere, trasforma molti addetti alla produzione in lavoratori con conoscenza piuttosto che limitarsi ad automatizzare la loro produzione.
La tecnologia del processo adattivo espone sia informazioni strutturate (dati commerciali) che destrutturate (contenuti) ai membri delle organizzazioni strutturate (business) e destrutturate (sociali) per eseguire e adattarsi continuamente e in sicurezza con le conoscenze raccolte, in modo interattivo, sia durante l’esecuzione strutturata (processo) che in quella destrutturata (case), lavorando in maniera trasparente e verificabile.

Potrete sentire molto di più a proposito di questo interessante argomento alla ISIS Open House e User Conference 2010 Ivrea, dove Max J. Pucher parlerà di “Processo Adaptive ed Empowerment” nel suo discorso d’apertura.